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Domenica prossima sarà a Pontedera, in provincia di Pisa, nell’ambito del Festival Naturalmente. Alle 16 terrà una conferenza dal titolo “Il sistema quantico della comunicazione umana

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Ho conosciuto Giorgio Boccaccio, oggi noto comunicatore, formatore, coach come si usa dire oggi, svariati anni fa, in occasione della pubblicazione di uno dei suoi libri “Usa le parole giuste”. E io, da sempre interessata al mondo della psico-comunicazione, sono andata sulle sue tracce. Giorgio è davvero una ‘potenza’ nel senso energetico, un uomo che non lascia spazio all’appello, è determinate e determinato, un viso solare,…comunicativo, insomma, travolgente. Per cui sono certa che anche questo suo nuovo convegno, a Pontedera, sarà un successo (come Chiambretti ormai stancamente insegna). Ma questo appuntamento per me è stata un’occasione rinnovata per tornare a fare quattro chiacchiere con lui, partendo proprio dal tema  scelto per Festival Benessere.

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 Di cosa si tratta? Che incontro sarà quello di domenica visto il titolo decisamente impegnativo “Il sistema quantico della comunicazione umana”?  “E E E – Empowerment Emotional Energy. E’ una conferenza spiegazione su come le emozioni agiscono sulla comunicazione in ognuno di noi e di come, se gestite al meglio, possono darci la possibilità di migliorare i nostri rapporti con le persone a ogni livello”

Qual’è in genere il tuo pubblico, oltre a tutto quello che domenica ruoterà intorno al Festival del Benessere?     “Beh, essendo un festival del benessere credo ci siano persone di ogni ceto sociale e di ogni età. Le persone che vengono a sentire me, sono persone incuriosite ma anche già avviate verso il cambiamento interiore e la crescita personale”

Quali sono le difficoltà più evidenti che le persone incontrano quando si usa il termine ‘quantico’? Oppure è più conosciuto e compreso più di quanto non si creda?     “La parola quantico ha delle corrispondenze con la fisica dei quanti. Il quantum di energia. Credo che ancora poche persone conoscano il termine e di cosa si tratta. Il punto è che viviamo tutti in uno stato quantico”

Tu Giorgio nella comunicazione praticamente vivi da tantissimi anni, direi scorrendo la tua biografia, oltre a tutto quello che mi hai raccontato nelle interviste scorse, non da subito come formatore, ma più come frontman, musicista addirittura, ma anche animatore, conduttore radiofonico e televisivo attraversando svariati ambiti. Cosa ti ricordi di tutto quel primo periodo? “Sono sempre stato affascinato dalla comunicazione e quindi si da giovanissimo ho avuto un approccio in questo senso. Ho incominciato come musicista, poi come animatore, autore, giornalista, life coach, insomma ho voluto vedere ogni ambito di questo settore stupendo e che amo molto. Poi, sia attraverso i miei studi umanistici che gli incontri che ho avuto, ho conosciuto un’altra realtà, molto più bella”

GIORGIO BOCCACCIO 1975….1975

Com’eri da musicista? Scusa, ma ti ho conosciuto coach e formatore, pensarti membro di una rock band….faccio fatica a immaginarlo!  Il mio sogno era fare il direttore d’orchestra. Sono cresciuto tra i dischi di Ray Coniff e Benny Goodman e una chitarra spagnola regalata dal mio padrino. Imparai a suonare a 8 anni. Ero un musicista molto legato alla musica dei Beatles, dei successi degli anni settanta, ma anche a quella classica. Adoro Thaikovsky, Grieg, Mozart. A 12 anni sapevo suonare tutte le canzoni dei Beatles e iniziavo le mie esperienze in radio. La Radio mi ha insegnato molto, ma poi l’ho abbandonata semplicemente perché non vedevo con chi parlavo. Ho deciso allora di andare davanti al pubblico. Ho fatto televisione per tantissimi anni, ma è stato un percorso costruito nel tempo. Anche come coach sono stato uno dei primi in Italia a spiegare cosa erano le emozioni, ma non conoscevo ancora la fisica dei quanti.. Ho realizzato molte trasmissioni sul Ben Essere e sulla qualità della vita, argomenti che amo moltissimo”

In effetti basta scorrere la sua biografia per capire quante esperienze in merito Giorgio a vissuto e a quali alti livelli. Direi che si è fatto mancare poco! Ma a questo punto è d’obbligo sapere com’è avvenuto il suo passaggio ad un altro spazio della comunicazione, quando e perché si è interessato di coaching….   “All’inizio degli anni 90, mentre ero già in televisione, molte aziende – e dopo aver fatto alcuni tour per promuovere alcuni brand nelle più belle discoteche d’Italia e avendo contribuito insieme ad altri animatori a fare conoscere i balli di gruppo ancora oggi molto in voga – mi chiamarono per tenere corsi e conferenze sull’arte di parlare in pubblico, su come andare d’accordo con le persone, sulla potenza energetica dei suoni, su come vendere un prodotto attraverso lo spettacolo e attraverso i media. Ho incominciato cosi. Piano piano mi sono reso conto che molte mie conoscenze di cui molte sperimentate sul campo, altri non le avevano, agenzie di pubblicità comprese. La comunicazione d’impresa era ancora una cosa da capire come fare. Sono stato anche uno dei primi insegnanti in questo campo”

GIORGIO BOCCACCIO1989                                                                             ………1989

Svelaci qualche segreto, qualche ‘formula’ che possa regalare qualche risultato immediato, qualche regola spicciola     “Se ti riferisci alla comunicazione umana. Io consiglio sempre di non mangiarsi le parole e fare le pause quando si parla. Ah ah. Se ti riferisci ad altro.. il discorso è più complesso”

Spiegaci il significato preciso di coaching, cosa fa precisamente un coach, un formatore?   “Quando io ho incominciato ci chiamavamo formatori. La parola coach – che significa cocchiere, ovvero colui che ti guida o guida se stesso – è arrivata molto dopo. In sostanza il coach è un allenatore, una persona che guida un’altra persona o altre persone al raggiungimento di un risultato che si può chiamare successo, soldi, amore o felicità. In poche il parole il coach aiuta altre persone ad accorciare la distanza che c’è tra il dire e il fare spiegando loro come fare. E questa cosa la fa in ogni ambito: aziendale, personale, manageriale, artistico, ecc….In sostanza aiuta le persone a fare chiarezza nella loro mente. Le persone scoprono anche il perché fino a ora non hanno realizzato quello che desideravano. Si diventa coach perché si è sperimentato sulla propria pelle tutto ciò che poi si va a fare, ovviamente”

Quali sono i risultati che puoi garantire con la tua professione?     “La domanda è vaga. Se mi parli di costruire dei percorsi risolutivi ed efficaci aziendali, ti dico che i risultati sono molto alti. Oggi ci sono ancora aziende che lavorano male, sono lente e poco efficaci. Se mi parli a livello personale, diciamo subito che io sono un tramite. Un ponte tra l’individuo e una strada per conoscere se stessi. In ogni ambito della formazione solo il 5% degli individui cambia veramente. Gli altri cambieranno poi con più calma. La persona cambia se ha capito che come faceva prima non va più bene. Ma se è ancora “cieca” ci vuole più tempo. Sicuramente ognuno di noi ha i suoi tempi per cambiare. Ma il cambiamento e la conoscenza di sé è garantita”

Hai scritto anche diversi libri, quale ti ha dato più soddisfazioni?   “ ‘Usa le parole giuste’ è sicuramente il libro che ha fatto capire alle persone che le parole che ci diciamo hanno un’importanza.

usa le parole giuste

Ma anche ‘La Sedia vuota‘ mi ha dato tante soddisfazioni. Io dico sempre, però, che leggere è una cosa, capire cosa si è letto è un’altra, mettere in pratica è ciò che conta veramente. Credo che la cosa più importante e meravigliosa che oggi un essere umano possa fare è conoscere se stesso, ne vale la pena. Ognuno di noi vive un’esperienza unica e ognuno di noi deve cercare la sua felicità comprendendo che cosa è la felicità prima di tutto”

Ancora una volta scopro tante affinità di pensiero, ecco perché è sempre piacevole per me, fare due chiacchiere con Giorgio Boccaccio. Non deluderà certo chi sarà dalle parte di Pontedera domenica prossima.

GIORGIO BOCCACCIO 2013..                    ………2013